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   Documentazione di esperienze didattiche: liceo scientifico Riduci

ORIENTARSI ALLA/CON LA STORIA

Una programmazione curricolare per l’apprendimento della Storia e la riflessione su di sè

Prof.ssa Marilena Rossetti - a.s. 2004/05

Il contesto e l'idea di fondo

  1. si tratta di un lavoro svolto con una classe prima del Liceo scientifico, avviato nel momento in cui è prioritario definire dei fondamenti condivisi per il nuovo gruppo ed il metodo di lavoro;

  2. tiene conto di come ci sia un diffuso disinteresse per la Storia da parte degli allievi e l‘approccio alla disciplina sia di tipo prevalentemente mnemonico;

  3. abbina il percorso di educazione storica e linguistica scegliendo come elemento di raccordo la Storia (come disciplina) e le storie (letterarie, dell’attualità, personali), in quanto:

diverse sono le finalità e le rilevanze, ma il modello narrativo è lo stesso

comportano comunque la necessità di far fuoco sull’interpretazione dei fatti:  molteplice, possibile, da ridiscutere e contestualizzare.

Le finalità

sono di tipo disciplinare e socio-affettivo; si mira cioè a  ristrutturare le modalità di apprendimento della Storia

  1. proponendo materiali e strategie differenziate

  2. favorendo la formazione di un’operatività volta al riutilizzo degli apprendimenti in contesti nuovi

  3. focalizzando l’attenzione sulle rilevanze

  4. stimolando la metacognizione

educare al pensiero complesso e al senso critico in senso lato

in sintesi, si propone un percorso di conquista della conoscenza storica fondata su differenti punti di vista come modello anche per la costruzione dell’identità personale

I riferimenti teorici (vedi bibliografia allegata)

  1. nell’   nellambito della psicologia dell’apprendimento i riferimenti sono di tipo costruzionista (alla psicologia psicologia culturale di J. Bruner, alle comunità di pratica di J. S. Brown, alla mediazione per via di discussione di C. Pontecorvo)

  2. il modello teorico per la didattica disciplinare è fondato sulle riflessioni di I. Mattozzi, per cui:

    la costruzione della conoscenza storica nasce dal presente;

    la storia è testo;

    padroneggiare la conoscenza storica significa avere consapevolezza delle operazioni cognitive sottese, disponibilità di operatori specifici, concettualizzazioni da elaborare e riutilizzare in contesti differenti

  1. la prospettiva storiografica assunta è quella diffusa in Italia da L. Cajani, incentrata sulla World History e sull’integrazione Storia/Geografia;

  2. infine, per il ruolo del portfolio e delle nuove tecnologie nell’insegnamento/apprendimento disciplinare sono stati utili i testi di P.G. Rossi e G.Calvani.

L'articolazione tematica del percorso 

  1. l percorso di insegnamento/apprendimento viene strutturato in due fasi, coincidenti sostanzialmente con i due quadrimestri;

  2. Fase A, da ottobre a dicembre (modulo n.6): attraversa tutto il programma del primo anno, recuperando preconoscenze generali e definendo le coordinate operative;

  3. Fase B, da febbraio a maggio (moduli 7-9): si approfondiscono le rilevanze, in termini di eventi  e di operatori cognitivi specifici (in corsivo) da acquisre per costruire una conoscenza storica “autentica”

    la rivoluzione neolitica ovvero il processo, la durata, l’evento;

    e grandi civiltà antiche ovvero il quadro di civiltà, il contesto spazio-temporale;

     la nascita e l’espansione delle civiltà classiche ovvero il problema, le fonti, l’interpretazione storiografica.

Il modello di apprendimento 

(vedi la traduzione operativa  in Percorso  modulare, tra i Learning Objects)

  1. nei quattro moduli e relative sezioni viene proposto ricorsivamente il medesimo approccio che prevede:

    motivazione iniziale (ricavata dal presente, da un problema emerso nello studio) e tematizzazione (identificazione argomento da studiare, anche con definizione delle coordinate spazio temporali);

    analisi fonti/documenti selezionati e ricavo dati di conoscenza;

    incrocio dei dati acquisiti;

    costruzione e verifica delle ipotesi;

    riorganizzazione delle conoscenze;

    trasferimento e riutilizzo delle informazioni in contesto differente;

    riflessione a posteriori (a dimensione individuale e collettiva).

  2. il modello ricalca il percorso compiuto dallo storico di professione, è funzionale alla costruzione di operatori cognitivi specifici e all’esercizio di competenze spendibili anche in altro contesti.

I materiali utilizzati 

  1. per la fase A è previsto l'uso esclusivo di:

    carte geostoriche (dal Nuovo Atlante Storico, ed. De Agostini);

    schede operative di supporto per ogni tema (vedi anche in Learning Objects);

  2. per la fase B:

    testi storiografici adattati e non (da J. Diamond, F. Braudel, L. Faure)

    testi letterari (da Omero, Livio, anonimi);

    altri documenti diretti, materiali scritti ed iconografici.

testi e documenti tratti dal manuale.

 

Le strategie privilegiate

  1. la prima fase (A) si sviluppa come un continuo laboratorio di attività guidate su carte geostoriche integrate da brevi lezioni frontali o dialogate, di chiarimento e confronto;

  2. nella seconda fase (B) si alternano, a seconda dell’operatore che si intende far acquisire:

    il gioco di simulazione;

    le attività di laboratorio e di ricerca su Internet;

    la lettura selettiva (del manuale);

    analisi/confronto di testi storiografici.

Le modalità di verifica

(vedi la traduzione operativa in Prove di verifica, tra i Learning Objects)

    

  1. a più frequente è di tipo formativo (in forma interattiva, cooperativa): si attua nello svolgimento delle attività laboratoriali e in sede di discussione/contrattazione delle interpretazioni da dare ai documenti o al modo di raccordare tra di loro le conoscenze in reti via via più complesse; consente all’insegnante e agli allievi di valutare aspetti di forza e di debolezza del percorso compiuto;

  2. la verifica sommativa viene attuata in maniera periodica (a conclusione di ogni modulo o sezione di esso) e consiste nella proposta di contenuti nuovi su cui esercitare e trasferire le competenze e le conoscenze acquisite; consente al docente di valutare il grado di padronanza dei metodi e delle conoscenze, mentre gli allievi possono valutarne la significatività;

  3. un terzo tipo di verifica, indiretta e finalizzata all’autovalutazione, viene attuata in maniera più libera   mediante l’elaborazione del portfolio individuale delle competenze e la discussione nel Forum (a piccoli gruppi, con allievi di una classe terza media); valorizza la competenza metacognitiva e la presa di coscienza dei cambiamenti intervenuti nel rapporto con la disciplina.

 
 
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     Riduci

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Continuando a raccontare le sue storie

un uomo si trasforma in esse

(da “Big fish”, di T. Burton)

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   I protagonisti... Riduci

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   Materiali didattici Riduci

Percorsi modulari:                       

Prove di verifica:

 
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