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   Ragionieri I.G.E.A. Riduci
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  Esperienze di scrittura creativa (a cura della prof. E. Giacomarra)
 

Val più la pratica che la grammaticadice un vecchio adagio.

 Come prof. di italiano, naturalmente, non sono d’accordo (soprattutto se la grammatica di cui si parla è proprio quella che insegna a mettere soggetto, verbo e complementi al posto giusto!)…
Ma per capire bene come funzionano le cose non c’è niente di meglio che provare, magari sbagliando, che così si impara meglio, come dice un altro adagio.
Perciò, un po’ per gioco, un po’ per continuare un lavoro iniziato lo scorso anno, un po’ per abituarci a “fare” invece che ascoltare o guardare e basta, abbiamo deciso di affrontare lo studio dei generi letterari “sporcandoci le mani” e tentando qualche raccontino colorato (giallo, rosa e nero, appunto).

I risultati li lasciamo giudicare a voi, noi intanto ci siamo divertiti.

Solo qualche considerazione, che mi è sorta spontanea rileggendo tutti insieme i lavori dei ragazzi.
Chi sono i protagonisti delle storie? Naturalmente la scuola, con i prof, eterni amici-nemici; i compagni di classe, che a volte ci tirano il pacco e ci verrebbe proprio voglia di ammazzarli; ma se oltrepassiamo i confini dell’aula scolastica ecco comparire calciatori e sportivi pronti a dare il peggio di sé (e non aggiungo altro!); sorellastre di Cenerentola che assomigliano tanto alle sorelle Lecciso; matrigne che sembrano dragon queen con la parrucca di Platinette; fatine che balzano fuori dalla televisione e si chiamano Maria de Filippi, pronte a esaudire tutti i nostri desideri proprio come succede a “Chi vuol essere milionario?”; un Romeo tossicodipendente e pirata della strada, una Giulietta quindicenne ma un po’ sprovveduta che finisce col rimanere incinta, il mondo dei “reality” e tanto “splatter”…

 Non trovate anche voi che ci sia da riflettere un po’?

Elena Giacomarra

  RICETTA PER UN GIALLO
 

Leggere un giallo è come giocare una partita a scacchi: ci vuole molta logica e un pizzico di intuizione. Vince chi per primo (Sherlock Holmes o il lettore?) scopre il colpevole di turno, dopo aver raccolto e incastrato al posto giusto i pezzi del “puzzle” (gli INDIZI) disseminati tra le pagine del libro. Il giallo in realtà è una contro-storia, o meglio una storia a rovescio, che inizia quando il delitto è già stato compiuto e lo ricostruisce, dalla fine all’inizio, nel racconto-inchiesta.

DELITTO, INDIZI, INCHIESTA: abbiamo dunque lavorato su questi tre elementi per elaborare la nostra “ricetta per un giallo”, che ora vi proponiamo.

Ingredienti: un’arma, un movente, un delitto, un colpevole, alcuni personaggi sospettabili, diversi indizi (alcuni veri, altri falsi), un certo numero di alibi, un investigatore con un fiuto da segugio, e la vostra fantasia…

Preparazione: Vi siete procurati gli ingredienti? Bene, ora mescolateli assieme seguendo questo ordine: dapprima “costruirete” a tavolino il vostro delitto, procedendo dalla causa (il MOVENTE) all’effetto (l’ASSASSINIO); solo allora potrete “cucinare” il racconto vero e proprio, cioè l’INCHIESTA, nella quale però l’ordine sarà inverso e procederà dall’effetto (gli INDIZI) alla causa ( il MOVENTE). Naturalmente farete in modo di lasciare delle tracce, ma attenzione! Dovrete saper depistare il vostro lettore con falsi indizi e un certo numero di personaggi sospetti forniti di un valido movente, stando ben attenti a svelare tutto solo nel finale!

IL DELITTO (gli ingredienti)

1.      La vittima

2.      L’assassino

3.      Il movente

4.      L’arma

5.      Il luogo del delitto

6.      La dinamica dell’assassinio

7.      Personaggi sospetti forniti di un movente

8.      Alibi o mancanza di alibi dei vari personaggi

9.      Indizi (veri e/o falsi)

L’INCHIESTA (la ricetta)

1.      Scoperta del delitto

2.      L’investigatore viene contattato per risolvere il caso

3.      Perlustrazione sul luogo del delitto e raccolta di indizi

4.      Interrogatori ai vari personaggi e formulazione di ipotesi

5.      Soluzione del caso: l’investigatore, collegando fra loro gli indizi e scartando le ipotesi meno probabili, ricostruisce la dinamica dell’assassinio e svela il nome del colpevole, spiegando perché gli altri personaggi non possono aver ucciso la vittima.

E ora buon divertimento!

  IL ROSSO E IL NERO
 

(A dire la verità il colore in questione sarebbe il nero e basta, ma visto che ai ragazzi lo “splatter” piace molto, abbiamo deciso di mescolare al “nero” una bella dose di rosso sangue - e poi il titolo scritto così fa tanto Stendhal!..)

 Se il “giallo” gioca con l’intelligenza del lettore, infatti, il “nero” * gioca con la sua paura, che non sempre è un’emozione spiacevole, anzi, le paure fittizie servono spesso a esorcizzare quelle ben più reali e spaventose legate al mondo nel quale viviamo.

Lo scopo principale del genere è dunque quello di creare suspense e mettere in circolo l’adrenalina.

 Gli ingredienti importanti, in questo caso, sono:

GLI SPAZI: che non rappresentano mai un semplice sfondo ma servono a creare atmosfera e sono in genere luoghi chiusi, tetri, inquietanti, dai quali è difficile fuggire

I PERSONAGGI:  una vittima innocente contrapposta a un personaggio malvagio e/o mostruoso

IL RITMO: dove sequenze dai ritmi lenti, che creano tensione e aspettativa, si alternano a colpi di scena dai ritmi rapidissimi e mozzafiato

 Al centro un evento misterioso e inquietante, che irrompe nella realtà quotidiana e ci costringe a fare i conti con l’orrore e il panico provocati da ciò che è ignoto e inspiegabile.

Il lieto fine non è previsto!

 Questa volta abbiamo deciso di rivolgerci per un “aiutino” (come si dice in tivù) a uno dei maestri indiscussi del genere, Edgar Allan Poe, prendendo a modello uno dei suoi racconti più famosi, “La rovina della casa degli Usher”, per smontarne il meccanismo pezzo per pezzo e poi rimontarlo più o meno liberamente seguendo i suggerimenti della nostra (perversa) fantasia…

 E ora buon divertimento!

  LA VIE EN ROSE
 

Ah, l’amour, l’amour!

Indefinibile, indispensabile, inafferrabile!

Per questo, almeno con la fantasia, il genere “rosa” vuole restituirci l’illusione che i principi azzurri esistono davvero e l’amore trionfa sempre (ma quando mai? e se i P.A. esistono, sono andati tutti in vacanza?! me lo dite su quale spiaggia?)

 La trama del “rosa classico”, infatti, come anche i personaggi e le situazioni, sono piuttosto scontati e prevedibili: un lui, una lei, un/una rivale, l’innamoramento, gli ostacoli e l’immancabile lieto fine (e vissero tutti felici e contenti!).

 A dire il vero il “rosa classico” si sviluppa come genere codificato a partire dal primo novecento, ma la tematica sentimentale è sempre stata presente nella letteratura mondiale, dai poemi omerici fino ai più recenti sottogeneri del fotoromanzo o della soap-opera, dove spesso, per ragioni di cast, (gli attori sono sempre gli stessi, da vent’anni a questa parte!), le vicende sentimentali si intrecciano a un punto tale da sfiorare l’ammucchiata o l’incesto: avete presente Brooke Logan di “Beautiful”, che non si è lasciata scappare neppure uno dei maschietti di casa Forrester, a cominciare da nonno Forrester, per continuare con Ridge & Thorne e concludere la carrellata con il giovane genero, marito della figlia Bridget?! Tre intere generazioni! O tempora! O mores!*

 Vabbè, vuol dire che anche il genere “rosa” si adatta ai tempi: Brooke Logan prende il posto della casta e pura fanciulla che nei romanzi di Liala giungeva illibata al sospirato matrimonio, ma la sostanza in fondo non cambia… si tratta pur sempre di amore, no?

 Indefinibile, indispensabile, inafferrabile…

 Questa volta perciò, con buona pace degli autori, abbiamo deciso di rivisitare alcune famose storie d’amore per fornirne una versione, come dire, forse meno romantica e più cinica, ma sicuramente più conforme ai nostri tempi (insomma, una versione da “telenovela” o, peggio ancora, da telegiornale…)

 P.S: le notizie su Brooke Logan me le ha fornite mia zia, sia ben chiaro che io NON seguo Beautiful! Giuro!

 * (O tempi! O costumi!)

 
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     Riduci
grn
 
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   gli autori... Riduci
2A IGEA 2005_06
 
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   e ora buona lettura... Riduci
 
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